Lo sappiamo, ci sono molti aspetti della cultura inglese che noi italiani dovremmo copiare. Ce n'è però uno che spero gli italiani non adottino mai: il binge drinking.

L'Inghilterra è un paese con problemi d'alcol. Tutti gli italiani che vivono in questo paese sanno bene di cosa parlo. Il venerdì e sabato sera la società inglese si trasforma da Dr Jekyll and Mr Hyde.
Nella metro o per strada, la ordinata società inglese del Monday to Friday diventa un "branco" disordinato ad alto tasso alcolico. Come in una specie di girone dantesco, ti guardi intorno e ti rendi conto che la maggiorparte di quelli che stanno intorno a te sono ubriachi. A stento riescono a reggersi in piedi, ti guardano con gli occhi rosso fuoco (quando sono ubriachi l'eye contact è finalmente concesso) emettendo qualche suono gutturale non identificato, inevitabilmente qualcuno finisce per restituire alla terra quello che la terra gli ha dato per cena (anzi, a pranzo, visto che quando si beve "eating is cheating") magari proprio a pochi centimetri dai tuoi piedi mentre aspetti la metro.
Questo spettacolo, un po' triste, quando sei all'inizio della tua avventura a Londra ti lascia un po' stupito. Poi diventa parte dell'arredamento. Ma quello che continua a fare tristezza e a sconcertarti un po', anche dopo anni nella terra di Albione, è vedere che i protagonisti non sono solo teenager ma a uomini e donne di tutte le età.
In Italia lo abbiamo fatto tutti. Quando eravamo teenager abbiamo bevuto troppo, abbiamo esagerato con la Vodka o il Limoncello, ci siamo "sfasciati di brutto" per divertirci o per farci notare. Poi siamo cresciuti, abbiamo superato quella fase. In Inghilterra, quella fase, non finisce mai. Perchè?

Una volta ho letto una definizione di alcol che mi sembra perfetta per la società inglese. L'alcol è un "social lubricant", un lubrificante che fa scorrere meglio gli ingranaggi dei rapporti sociali. Quando l'alcol è bevuto in moderazione, questo è vero per qualunque cultura. Non c'è nulla di male a lasciarsi andare un po' aiutandosi un po' con l'alcol. Ma per gli inglesi l'alcol è tutto, è il centro dei loro rapporti sociali. Ed è proprio qui che dobbiamo partire per capire le motivazioni dei weekend superalcolici inglesi.
Durante la settimana, le regole sociali inglesi contengono gli slanci emotivi come una pentola a pressione e il weekend diventa la valvola di sfogo. Molto poco è permesso durante i weekdays, le emozioni vengono soppresse o comunque nascoste. Poi arriva il weekend e tutto è lecito e il mezzo attraverso il quale le emozioni possono finalmente venire a galla è, ovviamente, l'alcol bevuto in grandi quantità, il binge drinking appunto.
Il risultato è scontato. Inevitabilmente gli inglesi finiscono così ad associare, o meglio egualiare, il divertimento all'alcol. E' un po' come quella pubblicità che diceva "no Martini, no party". Niente alcol, niente divertimento.
E così gli eventi sociali inglesi si assomigliano tutti un po'. Che sia un matrimonio, una festa di Natale o un il leaving do del collega dell'ufficio non fa differenza, il risultato finale è sempre lo stesso: tutti bruttamente ubriachi, qualcuno che vomita qui e là. Una volta sono stato ad una reception del matrimonio di un collega di lavoro. La reception iniziava alle 8 di sera. Lo sposo mi ha accolto letteralmente piegato a novanta gradi, con un alito che avrebbe ucciso un cavallo e incapace di pronunciare una parola. Aveva iniziato a bere già a pranzo. Quando si è trattato di fare il tradizionale speech, ha farfugliato poche parole indecifrabili, emettendo suoni che più che parole erano rutti.
Alcol=divertimento. No alcol, no divertimento. La peer-pressure è totale e non ne esci vivo. Chi di voi va al pub con amici inglesi sa bene che non c'è niente per loro di più imbarazzante di avere il bicchiere vuoto. E così, visto che spesso si inizia nel tardo pomeriggio, si arriva a 6,8 o 10 pinte, magari seguite da una bella Vodka, prima che il pub suoni la campanella. Quante volte vi hanno chiesto se c'era qualcosa che non andava perchè alla quarta pinta avete gettato la spugna? Something's wrong with you?

C'è anche un altra equazione che gli inglesi considerano vera. Alcol = disordine pubblico. Siccome il loro modo di bere è binario (o non bevono o, se bevono, si distruggono. La via di mezzo non è contemplata), è chiaro che l'equazione diventa vera. E così se provi a bere un bicchiere di vino a pranzo in un giorno della settimana, ti guardano come un alcolizzato. Vagli a spiegare che si può bere e gustare anche solo un bicchiere. Vagli a spiegare che l'atto di bere in se stesso un piacere e non deve essere solo e sempre la chiave che apre la valvola della pentola a pressione. Ti considerano alcolizzato se bevi il mercoledì a pranzo, ma se poi bevi 3 bottiglie il venerdì dopo le 5pm, no problem, è il weekend!
E' l'hangover? Ne vogliamo parlare? Se il sabato mattina non hai un cerchio alla testa come San Antonio, se non ti fai di aspirina e coca cola, non sei un uomo. E' segno che non ti sei divertito la sera prima. Avete mai notato che assieme "a drink", "nice" e "please", "hangover" è forse la parola piu' usata nel vocabolario inglese? Quante volte viene pronunciata questa parola il lunedi' mattina in ufficio?
Quando si parla di fenomeni sociali, e' sempre interessante andare a scovare qualche dato ufficiale per evitare che la nostra analisi sia superficiale e di parte. E allora ecco qui le statistiche sul binge drinking stilate dall'Institute of Alcohol Studies che lasciano pochi dubbi sulle differenti abitudini tra UK e Italia.

Una volta ho posto la seguente domanda ad alcuni inglesi: come è possibile che nelle statistiche sul binge drinking un paese come l'Italia, dove l'alcol è più economico*, dove fino a poco tempo fa non c'era un limite minimo di età per la vendita degli alcolici**, dove l'alcol è venuto un po' dappertutto, insomma dove non esistono tutte le misure anti-alcol inglesi, sia così in basso nella classifica? Perchè gli italiani non bevono come gli inglesi o gli irlandesi?
Non sanno che rispondere. Credo che sia le persone, sia il governo non si siano mai chiesti qual è il vero motivo per il quale il binge drinking è così diffuso in UK e addirittura in aumento. E così propongono sempre le stesse soluzioni che da sempre danno risultati scadenti: aumentare il prezzo dell'alcol, innalzare ulteriormente la drinking age, limitare i luoghi e gli orari durante i quali l'alcol puo' essere consumato. Tentativi vani di curare i sintomi ma non la causa della malattia.
E' chiaro che un problema culturale come il binge drinking non si può risolvere dal giorno alla notte. Personalmente io non vedo nessun cambio di direzione possibile per almeno una generazione, ammesso che si inizi ora a fare un discorso culturale serio (più serio che scrivere "Drink responsibly" sulle casse di birra o in calce alle pubblicità del whiskey). Il problema del binge drinking ha radici molto lontane. Da sempre gli inglesi hanno bevuto troppo. Hanno iniziato nel medioevo, quando bere birra era più sicuro che bere acqua, spesso contaminata. Anche l'orario di chiusura dei pub (11pm) deriva dalle cattive abitudini con la pinta degli inglesi (vedi
wikipedia)
E le cattive abitudini sono dure a morire, ma facili da acquisire. Specialmente se da bambino cresci con un papà e una mamma che si ubriacano di brutto ad ogni occasione sociale. Una volta ho assistito ad un compleanno di una ragazza in un pub. La mamma l'hanno dovuta raccogliere da terra lo staff del pub. Aveva inciampato e non riusciva più ad alzarsi dall'alcol che aveva in corpo. I parenti guardavano divertiti, noi meno. Riuscite ad immaginarvi la stessa scena con i vostri genitori?
P.s.: Se rifaccio la stessa domanda tra 20 anni, secondo voi la risposta sarà la stessa?

*tranne la birra che in Italia costa quasi lo stesso, forse proprio perchè se ne beve poca in confronto allo UK.
**http://www.salute.gov.it/dettaglio/pdPrimoPianoNew.jsp?id=192&sub=3&lang=it
(foto: 1:thefounder.co.uk, 2:guardian.co.uk, 3:dailymail.co.uk)