Negli ultimi anni, il termine “bullismo” ha avuto una certa risonanza mediatica e ciò ha permesso sia di approfondire questa tematica complessa, sia di sensibilizzare l’opinione pubblica. Ecco le misure che il Regno Unito a messo in campo per arginare il problema.

Pur avendo un’origine antica, il fenomeno è stato solo recentemente oggetto di studio (le prime ricerche sul tema si svolsero in Norvegia negli anni ’80).

Bullismo nelle scuole inglesi

In Inghilterra, secondo una recente indagine dell’associazione Ditch the label (www.ditchthelabel.org/annual-bullying-survey-2016), il 50% degli studenti intervistati ha dichiarato di aver subito atti di bullismo.

Il Governo inglese ha pubblicato vari documenti su questo tema, tra cui ricordiamo “Preventing and tackling bullying” (prevenire e contrastare il bullismo), redatto dal Department of Education, con lo scopo di offrire delle linee guida per gli insegnanti.

Secondo il fascicolo, ogni scuola deve possedere una Behaviour Policy, che stabilisca il tipo di comportamento che gli studenti devono tenere in ambito scolastico, specificando anche l’iter da seguire, in caso siano riscontrati episodi di bullismo.

Si ribadisce, inoltre, l’importanza che tali regole siano conosciute dal personale, dagli studenti e dai genitori, i quali avranno la possibilità di esprimere la loro opinione riguardo eventuali modifiche.

Con lo scopo di informare genitori e alunni, ad esempio, ogni hanno le scuole organizzano una Anti-bullying week, gestita da insegnanti o professionisti esterni.

Pur nella consapevolezza che qualsiasi bambino può subire episodi di bullismo, i genitori hanno la possibilità di ridurre tale rischio, attraverso la conoscenza degli strumenti per prevenire e affrontare il problema.

Nonostante il Governo abbia stabilito che il bullismo  non sia un reato punibile penalmente, sottolinea il fatto che alcuni atti dello stesso siano illegali e, in quanto tali, debbano essere riportati alla polizia. Tra questi ricordiamo: violenza, furto, intimidazione attraverso minacce, telefonate o scambio di email.

In qualsiasi caso, è importante cercare il supporto della scuola, informando immediatamente gli insegnanti o il preside.

Durante l’incontro, sarà utile elencare tutti gli episodi (per questo motivo, si consiglia di annotare il maggior numero di dettagli possibili).

La scuola deciderà come meglio agire, considerando le opzioni incluse nella Behaviour policy; in base alla gravità dei fatti, l’aggressore potrà ricevere un ammonimento formale, essere temporaneamente sospeso o espulso.

Se la famiglia della vittima non fosse d’accordo con la decisione presa dall’istituto scolastico, è consigliabile scrivere una lettera di lamentela indirizzata al preside. (Se avete bisogno di esempi, si prega di consultare il seguente sito: www.bullying.co.uk/bullying-at-school/advice-on-making-a-complaint-to-your-child-s-school-about-bullying).

In questa fase, è importante seguire la Complaint Policy della scuola, che racchiude le procedure per la gestione dei reclami (una copia dovrebbe essere disponibile sul loro sito web, o può essere richiesta in segreteria).

In caso i genitori non fossero ancora soddisfatti, potranno contattare:

– l’amministrazione locale (Local Authority), che potrebbe avere un membro del personale in grado di offrire aiuto;

Ofsted (un’organizzazione indipendente che ha lo scopo di ispezionare le scuole);

Secretary for State of Education, ovvero la persona a capo del Department of Education (solo nel caso in cui non si riesca a raggiungere una soluzione soddisfacente attraverso gli altri enti).

 

Cyber bullismo

Il costante aumento di episodi di bullismo è ovviamente allarmante, soprattutto considerando che i social media non hanno fatto altro che espandere maggiormente il fenomeno.

Sebbene non sia stata ancora emanata una legge specifica sul cyber bullismo, ce ne sono alcune che possono essere applicate in queste situazioni, come: Defamation Act 2013, Criminal Justice and Public Order Act 1994 e Protection from Harassment Act 1997.

Ciò significa che, in alcuni casi, è possibile avviare un’azione legale contro i diffamatori o il proprietario del sito in questione.

E’ consigliabile conservare tutti i messaggi ricevuti (da usare come prova in futuro) e bloccare/ denunciare il cyber bullo ai resposabili del social media usato. Se si tratta di un compagno di scuola, sarà utile informare anche il preside, il quale è ritenuto responsabile del comportamento dei suoi studenti, anche fuori dall’ambito scolastico.

Per maggiori informazioni o aiuto, consigliamo di visionare I seguenti siti: