Aspettare un

Aspettare un bambino in UK: cosa fare

Scoprire di aspettare un bambino puo’ essere un momento estremamente felice per la futura mamma, ma allo stesso tempo, possono sorgere dubbi e preoccupazioni, soprattutto se si vive in paese straniero e non si ha dimestichezza con il sistema sanitario inglese.

Qui di seguito potete trovare una lista di informazioni che saranno utili per le mamme in attesa.

Appuntamento con il GP

Dopo aver scoperto di aspettare un bambino, è consigliabile prenotare un appuntamento con il GP (l’equivalente del medico di base italiano), che sarà la vostra prima figura di riferimento.

Oltre a fornire informazioni riguardo agli esami offerti in gravidanza, il medico vi darà consigli relativi al vostro benessere e a quello del nascituro (ad esempio: dieta, assunzione di bevande alcoliche, esercizio fisico e igiene).

Il GP, inoltre, contatterà il team di ostetriche (midwives) che vi seguirà durante la gravidanza. Se ci sono più ospedali nella zona, la futura mamma potrà scegliere quello in cui vorrà partorire. E’ importante ricordare che, oltre all’ospedale, è possibile optare per un parto in casa (home birth) o un birth centre (una struttura gestita da ostetriche). Per maggiori informazioni, potete consultare questo sito: http://www.nhs.uk/conditions/pregnancy-and-baby/pages/where-can-i-give-birth.aspx

Se durante l’inizio della gravidanza ci fossero problemi seri, (come: perdite di sangue o dolori acuti), è possibile recarsi in un “Early pregnancy and Gynaecology unit”, dove verrete visitate da un ginecologo/ostetrica. Il seguente link offre una lista dettagliata dei centri disponibili a Londra: http://earlypregnancy.org.uk/FindUs2.asp?region=London. Come indicato nel sito, per alcune strutture è necessaria una lettera di un professionista sanitario (referral), per altre non è richiesta (self-referral).

Primo appuntamento con la midwife (8-12 settimane)

Intorno alla sesta/settima dovreste ricevere una lettera che vi invita a recarvi al primo appuntamento.

Durante l’incontro, la midwife (ostetrica) vi preleverà un campione di sangue (per un esame di routine), accompagnato da un esame delle urine.

Vi chiederà informazioni relative alla salute dei genitori del nascituro e delle famiglie d’origine. In base alle vostre risposte, deciderà se si tratta di una “gravidanza a rischio” o meno.

Per questo motivo, è importante discutere eventuali problemi di salute avuti in precedenza e che potrebbero influenzare la gravidanza. Se l’ostetrica lo ritiene necessario, potrà prescrivere ulteriori esami, rispetto a quelli offerti a tutte le donne incinte.

La midwife vi consegnerà il “personal maternity record” (chiamato semplicemente “the notes” dalle ostetriche). Si tratta di un libro su cui verranno annotati i vostri futuri appuntamenti, i risultati degli esami e qualsiasi tipo di informazione ritenuta importante. Nelle prime pagine potrete scrivere il vostro “birth plan”, ovvero indicazioni su come vorreste che avvenisse il parto. Nonostante non sia sempre possibile per i medici attenersi al birth plan delle partorienti, faranno del loro meglio per seguirlo.

Prima ecografia (8-14 settimane)

Questa ecografia fornisce le prime informazioni sull’embrione e il suo stato di benessere. Può essere abbinata a un esame del sangue per avere una stima del rischio di malattie cromosomiche.

Secondo appuntamento con la midwife (16 settimane)

Durante l’incontro, ci sarà la possibilità di rivedere insieme all’ostetrica i risultati dell’ecografia e dell’esame del sangue, prenotando ulteriori controlli, se necessari.

Seconda ecografia (18-20 settimane)

In Italia, è chiamata “morfologica”  e prevede un esame completo della morfologia del feto, tenendo in considerazione tutti i dettagli anatomici indagabili per mezzo dell’ecografia.
Alcune strutture ospedaliere offrono la terza ecografia, che dovrebbe avvenire intorno alla trentaduesima settimana. Se non è inclusa negli esami di routine previsti dal vostro ospedale, è possibile prenotarla privatamente (i costi possono variare).

Ulteriori appuntamenti con la midwife

Avrete la possibilità di vedere regolarmente la vostra midwife (non è detto che sia sempre la stessa) per tutta la durata della gravidanza. (Gli appuntamenti saranno più frequenti vicino alla data del parto).

Alcune note

Secondo la psicologa K. Berger i bambini “expat”, mostrerebbero maggiore flessibilità, nel senso che, in nuove situazioni, riuscirebbero a destreggiarsi con più disinvoltura. Di conseguenza, una tale apertura mentale porterebbe all’acquisizione di abilità di comando. 

Le classifiche ci dicono che l’Inghilterra non rientra nei 10 paesi considerati migliori al mondo per bambini stranieri (tra questi ricordiamo: Nuova Zelanda, Giappone, Austria e Svizzera).