Arrivata all’aeroporto di Venezia con una collega inglese ho trascorso 3 giorni all’insegna della dislessia, non riuscendo a passare dall’inglese all’italiano a facendo la figura dell’idiota nella maggior parte dei casi.
Il viaggio a Venezia lo avevo vinto in un locale qui a Londra, viaggio offerto dalla sambuca Luxardo. E infatti siamo state pure a vedere la distilleria, mostrataci dallo stesso Matteo Luxardo, che anche lui tra l’altro è stato un italiano a Londra per un po’.
Venezia è come me la ricordavo: tanto bella quanto cara, tanto unica quanto triste.
Siamo riuscite a perderci tra calle e campi una media di 3 volte al giorno, non riuscendo mai a ritrovare la strada del nostro hotel.
E nonostante la città sia un po’ monotona, e non ci sia gran che da fare la sera, come succede alla fine di tutte le vacanze, ci è dispiaciuto lasciare quel piccolo mondo perfetto e tornare nella caotica metropoli.
In vacanza si sta sempre bene.
p.s. Ma perché gli inglesi non hanno “l’aperitivo”?
p.p.s. Per tutti gli amici che mi seguono fedelmente, so che non sto scrivendo molto sul blog, ma non sempre me ne succedono di tutti i colori… questo per esempio è un periodo molto black & white :-)
p.p.p.s. Perché non suggerite qualche argomento o qualche aspetto di Londra e della vita londinese di cui vorreste parlare?